A Loiero il Premio Socrate per la scrittura contro il progressivo impoverimento e degrado

Il riconoscimento letterario nato su iniziativa del giornalista e scrittore Cesare Lanza

La distanza tra Nord e Sud Italia si misura anche nel diverso modo di percepire il tema dell’immigrazione. «Esiste una certa condivisione della tragedia dell’immigrazione tra la gente del Mezzogiorno del nostro Paese perché qui non esiste famiglia che non abbia il suo emigrato. In Calabria quando uno bussa alla porta gli si dice: trasite, trasite». È con una carrellata di annotazioni sui temi caldi della cronaca ma anche con alcune considerazioni sul valore della cultura contro «un progressivo impoverimento e degrado», che Agazio Loiero, più volte parlamentare, ex Ministro e già Governatore della Calabria, ha ricevuto il Premio Socrate per la Scrittura. Il riconoscimento letterario nato su iniziativa del giornalista e scrittore, oltre che autore televisivo e regista cinematografico, Cesare Lanza, viene assegnato ogni due mesi a personalità che si sono distinte nelle diverse espressioni della scrittura (libri, giornalismo, sceneggiature, politica, documenti scientifici) ed è un’estensione del già noto Premio Socrate per celebrare il merito. Numerosi i nomi noti che hanno ricevuto questa onorificenza, tra gli altri Laura Cioli, amministratore delegato del gruppo editoriale Gedi, Salvatore Rossi, direttore Generale della Banca d’Italia e presidente dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni IVASS, Marcello Foa, presidente Rai, scrittore e giornalista e Lino Banfi, celebre attore, nominato Commissario Unesco. Agazio Loiero che lunedì scorso ha ricevuto il Premio per la Scrittura, nella sede del Centro studi americani a Roma, ha recentemente pubblicato “Lorsignori di ieri e oggi”, una carrellata di 15 ritratti di personaggi noti in diversi campi. Tra questi c’è anche Massimo D’Alema di cui Loiero riferisce un episodio di cui fu testimone che indica «il carattere difficile» di questo protagonista della Sinistra. «Stava per entrare in Aula nel corso di una seduta difficile in cui il governo rischiava di andare sotto e lui era presidente del Consiglio. Un giovane giornalista lo avvicina e gli chiede timido se poteva fargli una domanda. E lui, secco: Sì, me l’ha già fatta». Loiero ha anche sottolineato l’impoverimento culturale del Paese ricordando una recente ricerca dell’Invalsi secondo cui in Calabria, un bambino su due ha difficoltà a decifrare un testo scritto.«La scuola severa e competitiva di un tempo si è persa. Gli insegnanti hanno paura a mettere un brutto voto per timore di trovarsi contro i genitori che magari fanno ricorso al Tar». E ha ribadito l’importanza di stimolare, con ogni iniziativa, la lettura. Nell’ambito del Premio, una menzione speciale, è stata dedicata al giornalista Gerardo Greco, con una lunga storia in Rai da corrispondente da New York a direttore del Gr e poi a Mediaset alla guida del Tg4, è autore del saggio-racconto “Guerra calda” sul cambiamento climatico. Il punto di partenza del testo, è la spedizione in Siberia di due ricercatori russi che sezionando migliaia di tronchi di larici fossilizzati, scoprono una realtà inquietante sul riscaldamento del pianeta e l’evoluzione dei cambiamenti climatici. Dieci anni dopo, quella ricerca è alla base della Conferenza Onu di Stoccolma sul clima. Ma ci si mettono di mezzo hacker e ladri di documenti, la conferenza fallisce e le lobby contrarie al controllo delle emissioni passano al contrattacco. Dopo altri dieci anni, nel 2018 altri disastri ambientali confermano le tesi di quegli scienziati russi. «Mentre c’è la guerra delle fake news, il nostro termometro continua ad aumentare» è il messaggio che Greco lancia in occasione del Premio.

Laura Della Pasqua, Il Quotidiano del Sud


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