Rapporto Cerved: aumentano le donne ai vertici aziendali

Dati che fanno entrare l’Italia nella lista dei migliori Paesi europei nella gestione e valorizzazione delle diversità di genere. Certo per una parità vera nei numeri, ma soprattutto nelle opportunità c’è ancora tanto da fare, non tanto sul piano normativo, ma a livello culturale e di work-life balance, in azienda e ancor più in famiglia. Nel 2017 la presenza femminile nei consigli di amministrazione è salita al 33,5% nelle 237 società quotate in Borsa. L’aumento è stato del 9,3% rispetto al 2016, con una presenza quadruplicata sul 2011, anno in cui le norme sulla rappresentanza di genere erano appena state varate. Dati che fanno entrare l’Italia nella lista dei migliori Paesi europei nella gestione e valorizzazione delle diversità di genere. Certo per una parità vera nei numeri, ma soprattutto nelle opportunità c’è ancora tanto da fare, non tanto sul piano normativo, ma a livello culturale e di work-life balance, in azienda e ancor più in famiglia. Questo il succo del rapporto che sarà presentato oggi a Roma, in occasione dell’evento “Le Donne ai vertici, tra norme e mercati” , organizzato dal Cerved e dalla Fondazione Bellisario. A cinque anni dall’entrata in vigore della legge sulle quote di genere, si farà il punto sulla situazione. La legge è stata rispettata? Come e quanto? Quante donne siedono nei CdA e quante hanno conquistato anche ruoli esecutivi? Si è attivato il cosiddetto “circolo virtuoso” ossia anche le aziende non soggette alla legge hanno aumentato la percentuale di donne nei loro board? A questi interrogativi rispondono i numeri della ricerca messa a punto dal Cerved su cui si confronteranno esperti e amministratrici per comprendere il passato ma disegnare anche il futuro di una norma epocale che ha cambiato il volto dell’economia italiana. In Manageritalia da anni ormai è attivo il Gruppo Donne Manager che ha raggiunto nel tempo tanti successi nel promuovere la presenza femminile nel mondo del lavoro e ai vertici delle aziende grazie ad una vera meritocrazia e a una legislazione e società che bilancino e facilitino la gestione della vita familiare e personale offrendo così davvero pari opportunità. E da tempo gli obiettivi si sono ampliati per coinvolgere in questo salto culturale tutti, senza alcuna distinzione di genere o altro.

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